| Chaim Koppelman a Roma | ||||
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| Art Calling - Mostre |
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Chaim Koppelman fino all’8 gennaio al Museo Napoleonico di Roma
Tra la fine di giugno e la metà di luglio del 1815, nei drammatici momenti successivi alla sconfitta di Waterloo, l’America apparve a Napoleone come il rifugio ideale per sé e per la propria famiglia, dove avrebbe trovato una nuova patria, giovane e libera. Nonostante la concitazione del momento, l’imperatore appena deposto ordinò al suo bibliotecario Barbier di comporre una grande biblioteca, da spedire in America, che doveva comprendere “il maggior numero di volumi possibile sugli Stati Uniti”. La storia, com’è noto, ebbe un epilogo differente. All’ex imperatore francese non fu concesso di imbarcarsi per l’America ma, prigioniero degli inglesi, fu portato a Sant’Elena dove morì nel 1821. Attraverso le opere di Chaim Koppelman conosciamo un Napoleone inedito, un uomo fragile, identico ad ogni altra persona; lo vediamo soffocato dalla folla in una spiaggia a Coney Island, giocare con animali selvaggi e cavalca un bue mentre entra a Manhattan. Nella sua lunga carriera artistica, la figura dell’imperatore è stata una costante: il suo primo incontro con Napoleone Chaim lo ebbe a soli nove anni, quando ne disegnò il profilo sul suo libro di geografia. Nel corso di cinquanta anni ha dedicato a lui una serie di oltre cento opere, tra dipinti, disegni ed incisioni. Koppelman ha saputo cogliere in Napoleone il contrasto tra l’essere e l’apparire, tra la radice rivoluzionaria e l’ambizione imperiale. Oltre alle meravigliose opere esposte, la mostra offre la rara occasione di avvicinarsi ad un artista non molto conosciuto in Italia. Nato a New York nel 1920 e scomparso nel 2009, Koppelman è considerato uno dei più significativi incisori americani del XX secolo, autore di opere conservate in alcuni dei principali musei degli Stati Uniti.
Info e Contatti martedì-domenica ore 9.00-19.00. Chiuso il lunedì La biglietteria chiude mezz'ora prima Biglietto d'ingresso € 7,00 intero |



