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William Klein è in mostra ai Mercati di Traiano fino al 25 luglio per raccontare il suo viaggio felliniano in Caput Mundi. Era il 1956 quando Federico Fellini propose al giovane Klein un lavoro come assistente per “Le notti di Cabiria”, occasione che l’ambizioso fotografo non si fece sfuggire e colse al volo.
Una volta nella capitale però le riprese vennero rinviate per mancanza di soldi e l’ancora trentenne William si ritrovò disoccupato e costretto ad arrangiarsi come poteva. È proprio il suo vagabondaggio per i vicoli di Roma, fra le rovine e i grandi volti di Cinecittà, tra i paparazzi e i grandi della letteratura, ad essere esposto sulle pareti dei Mercati di Traiano, sessanta scatti dal 1959 al 1960 raccolti in due volumi da Contrasto e pubblicati in una nuova edizione corredata da testi scritti dallo stesso fotografo e citazioni d’autore. Un ritratto fuori dai canoni di una città colma di delizie e di velate nefandezze, una classicità immersa nel caos delle borgate, tra i pescivendoli, onorevoli, lambrette e star di Hollywood. Klein seziona Roma con cura, ne esalta le contrapposizioni raccontando tutto senza filtri: i fantasmi del fascismo dell’EUR si alternano alle mura vaticane e ai versi di Pasolini. Il fotografo immortala con la sua Leica gli amici del bar, Moravia, lo stesso Fellini, un caos di immagini apparentemente senza un senso. Klein ha bisogno di essere letto oltre che guardato: alle sue foto infatti vanno legati gli scritti, le citazioni, il collage di ritagli e le didascalie. I suoi lavori sono un patchwork di citazioni mescolate ad immagini che egli stesso chiamò "foto-automatografia della strada". Ebreo di famiglia ungherese, nato nei quartieri malfamati di Manhattan e poi scappato a Parigi, pittore, arredatore e designer. La sua idea di fotografia si discosta dalle regole, dalla tecnica; Klein vuole sovvertire ogni canone e liberarsi dalle belle foto. È così che violenta New York nel suo primo libro “Life Is Good & Good for You in New York: Trance Witness Revels”: paesaggi sfocati, immagini sgranate, inquadrature sbilenche e composizioni squilibrate cannibalizzarono in un attimo il mito della fotografia modernista dell’epoca. Dopo questo irruento imporsi nel mondo dell’arte, decise di dedicarsi solo al cinema e fu dopo dieci anni che riuscì a incontrare Fellini a Parigi. Oggi ha ottantadue anni e vive a Parigi, è tornato alla fotografia dopo un momento cinematografico finito presto. Cinque anni fa, in occasione di una personale, riempì il salone centrale del Centre Pompidou con gigantografie dei suoi vecchi negativi massacrati a pennarello rosso. Il suo è sempre un riproporsi, lontano da ogni imbalsamazione; Klein si reinventa continuamente e sa ancora stupire.
Roma - fotografie 1956 – 1960 di William Klein
Mercati di Traiano - Museo dei Fori Imperiali
Fino al 25 luglio
Via IV Novembre 94 Infotel. +39 060608 |