| Hole all’Atlantico Live | ||||
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| Live Calling - Rock/Pop |
Il Tour 2010 porterà Courtney Love sul palco dell’Atlantico di Roma. Per quanto se ne dica, in bene o in male, tutta la generazione anni ’90 aspettava l’arrivo in Italia della “tanto discussa” Courtney Love. Il Tour 2010 delle Hole toccherà l’Atlantico di Roma il 30 Agosto con il nuovo album Nobody’s Daughter, uscito ad Aprile 2010 con la collaborazione di vari artisti di fama mondiale. Ripulita, in camicia e gonna sotto il ginocchio, Courtney apre con Skinny Little Bitch la nuova stagione delle Hole che della vecchia composizione ha ben poco, anzi niente. Mancano all’appello tutti i membri della band originale ed è qui che non si capisce il senso della reunion. Riunire chi? La nuova formazione conta la partecipazione dell’inglese Micko Larkin alla chitarra, del bassista Shawn Dailey e del batterista Stuart Fisher. La delusione per l’assenza di Melissa Auf de Maur dalla band rende tutto più complicato: dovremo rassegnarci e marcare quel punto di fine che nel 2002 vide lo scioglimento delle originali Hole. Per Nobody’s Daughter hanno lavorato vari artisti tra cui Jack Irons, in passato batterista dei Pearl Jam e dei Red Hot Chili Peppers , la cantante/produttrice Linda Perry e Billy Corgan degli Smashing Pumpkins, co-autori del secondo singolo “Samantha”, già scaricabile on-line. Le intenzioni di Courtney Love sono vicine alla redenzione, un cambio di immagine e di vita. La cattiva ragazza di San Francisco pare preferire ormai la meditazione buddhista alla perdizione dei festini mondani. E noi ci vogliamo credere perché anche questo fa parte del personaggio che per anni ci ha tenuti legati a brani come Celebrity Skin e Malibù avvolti dall’aurea del defunto marito. Ma basta guardarci indietro con nostalgia. Nobody’s Daughter è un album che stupisce i più scettici e lascia davvero contenti tutti i fan della signora Cobain: belle melodie, parole profonde e un sound che non tradisce il marchio HOLE. Courtney canta le sue ferite e il suo malessere: intenso il testo del brano di apertura del disco che prende il titolo dall’album “la figlia di nessuno”. In "Skinny little bitch", primo singolo estratto, esplode la rabbia verso una "puttanella scheletrica", a cui molti danno il volto di Lily Allen. Si prosegue poi con il ritmo incalzante di "Pacific coast highway" e "Samantha", secondo singolo estratto e in cui Courtney canta "people like you fuck people like me" e non servono traduzioni. Struggenti le parole e le melodie di "Someone else’s bed" e di "For once in your life", in cui traspaiono le riflessioni su un amore passato e sulla voglia di ritornare a vivere con qualcuno di importante al proprio fianco. "Letter to God" è la preghiera di Courtney a Dio, una supplica per aiutarci a comprendere i dolori e i mali da cui siamo afflitti. In chiusura troviamo "How dirty girls get clean", segno che anche le ragazzacce mettono la testa a posto, e "Never go hungry" che conclude con ottimismo il viaggio emotivo di tutto l’album. Allora aspettiamo con trepidazione il 30 agosto, curiosi di vedere la bionda dal passato cattivo suonare la sua chitarra e cantare, con voce graffiante, il “nuovo” che c’è in lei.
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