Il 20 Giugno il Laghetto di Villa Ada, in occasione della rassegna musicale Roma Incontra il Mondo 2010, fa da palco al gruppo rock italiano dell’anno. Il Teatro degli Orrori offre qualcosa in più rispetto alle solite rock band: un coinvolgimento intenso a livello emotivo sui temi più scottanti dell’essere umano.
Il Teatro degli Orrori
Il nome del gruppo rimanda al Teatro delle Crudeltà di Antonin Artaud. Inizialmente nel 2005 Il Teatro degli Orrori sono in tre: Pierpaolo Capovilla (voce) dei One Dimensional Man, Gionata Mirai (chitarra e voce) dei Super Elastic Bubble Plastic e Francesco Valente (batteria), già presente nel gruppo originario del talentuoso frontman Capovilla. In un secondo momento, si unisce Giulio Favero (basso), un altro componente dei One Dimensional Man. Questa la formazione iniziale de Il Teatro degli Orrori. Dopo due anni di lavori, il risultato è il primo album della band: “Dell' Impero Delle Tenebre”. Un rock crudo e poetico è l’espressione di una consapevolezza da ammirare. Il gruppo si fa subito apprezzare dal contesto underground e nel 2009 partecipa al progetto “Il Paese è Reale” creato da Agnelli degli Afterhours con il pezzo Refusenik. Nello stesso anno esce il secondo album della band: “A Sangue Freddo”. Il titolo si riferisce all’uccisione del poeta nigeriano Ken Saro-Wiwa del 1995. Brani intensi, magnificamente interpretati dal magnetico Capovilla, rendono questo album una perla del rock italiano. Oltre al brano “A Sangue Freddo”, il disco ha portato lo splendido singolo “Direzioni Diverse”, seguito dal terzo singolo “È colpa mia”. Ancora un cambio di formazione quest’anno: Favero abbandona la band, che acquista invece due nuovi elementi, Nicola Manzan (polistrumentista) e Tommaso Mantelli (basso). La band usa le parole di Artaud per descrivere la reazione del pubblico ai loro live. E ci riesce bene:
"Ecco l'angoscia umana in cui lo spettatore dovrà trovarsi uscendo dal nostro teatro. Egli sarà scosso e sconvolto dal dinamismo interno dello spettacolo che si svolgerà sotto i suoi occhi. E tale dinamismo sarà in diretta relazione con le angosce e le preoccupazioni di tutta la sua vita. Tale è la fatalità che noi evochiamo, e lo spettacolo sarà questa stessa fatalità. L'illusione che cerchiamo di suscitare non si fonderà sulla maggiore o minore verosimiglianza dell'azione, ma sulla forza comunicativa e la realtà di questa azione. Ogni spettacolo diventerà in questo modo una sorta di avvenimento. Bisogna che lo spettatore abbia la sensazione che davanti a lui si rappresenta una scena della sua stessa esistenza, una scena veramente capitale. Chiediamo insomma al nostro pubblico un'adesione intima e profonda. La discrezione non fa per noi. Ad ogni allestimento di spettacolo è per noi in gioco una partita grave. Se non saremo decisi a portare fino alle ultime conseguenze i nostri principi, penseremo che non varrà la pena di giocare la partita. Lo spettatore che viene da noi saprà di venire a sottoporsi ad una vera e propria operazione, dove non solo è in gioco il suo spirito, ma i suoi sensi e la sua carne. Se non fossimo persuasi di colpirlo il più gravemente possibile, ci riterremmo impari al nostro compito più assoluto. "EGLI DEVE ESSERE BEN CONVINTO CHE SIAMO CAPACI DI FARLO GRIDARE". Antonin Artaud, "Il teatro e il suo doppio", Einaudi PBE 1978, p.ne 8/9.
Gionata Mirai - chitarra, voce Francesco Valente - batteria Pierpaolo Capovilla - voce Nicola Manzan - chitarra, violino Tommaso Mantelli - basso
Il Teatro degli Orrori 20 Giugno 2010 Laghetto di Villa Ada Costo 10 euro
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